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Archivio di Aprile 2009


Champions: l’Arsenal sul cammino dei Red Devils

Mercoledì, 29 Aprile 2009

Sara’ il derby inglese tra Manchester United e Arsenal la seconda semifinale di Champions League. Staccatissimi in campionato, i Gunners cercheranno di rifarsi delle delusioni in Premier cercando il successo in casa dei campioni d’Europa in carica. Per la squadra di Wenger, che in 13 stagioni da avversario di Ferguson (14 vittorie a 13 il bilancio in favore del francese) non ha mai affrontato lo scozzese in Europa, si tratta di una missione ai limiti dell’impossibile. Il Manchester, infatti, non perde in Champions da 23 gare (l’ultima sconfitta risale alla semifinale contro il Milan nel maggio 2007), mentre sono 20 i match casalinghi senza sconfitte.

Il Manchester ha raggiunto le semifinali grazie a un 3-2 complessivo contro il Porto (2-2 in casa, 1-0 fuori). Nel turno precedente aveva eliminato l’Inter (0-0 fuori casa, 2-0 in casa) dopo aver vinto il Gruppo E con un totale di due vittorie, quattro pareggi e zero sconfitte. L’Arsenal ha eliminato il Villarreal ai quarti (1-1 fuori casa, 3-0 in casa) dopo aver superato la Roma agli ottavi (1-0 in casa, 0-1 fuori casa, 7-6 rig.). La formazione londinese si era classificata seconda nel Gruppo G con un bilancio di tre vittorie, due pareggi e una sconfitta.

Il Manchester United ha vinto l’unico precedente contro una squadra inglese in Champions League: la finale dello scorso anno a Mosca contro il Chelsea. La squadra di Sir Alex si e’ imposta 6-5 ai calci di rigore dopo l’1-1 dei tempi regolamentari e supplementari (reti di Cristiano Ronaldo e Frank Lampard). L’Arsenal spera invece di vincere il terzo derby europeo dopo le sconfitte contro Chelsea e Liverpool. I Gunners hanno ceduto infatti 5-3 al Liverpool nei quarti di finale della scorsa edizione (1-1 in casa, 2-4 fuori). In precedenza aveva perso sempre nei quarti per mano del Chelsea nel 2003/04 (1-1 fuori, 1-2 in casa). Manchester e Arsenal si sono affrontati 204 volte in tutte le competizioni. I Red Devils conducono 82 a 77 nel conto delle vittorie, mentre i pareggi sono 45.

Juventus: John Elkann ‘Meno parole, più vittorie’

Martedì, 28 Aprile 2009

John Elkann prova a spronare la Juventus: ‘Allenatore e giocatore parlino di meno, bisogna vincere’. La mattina in casa bianconera e’ stata caratterizzata da un clima decisamente pesante e dall’ennessima contestazione della tifoseriea. Questa volta e’ toccato ai Drugi, uno dei gruppi di ultras che, in occasione dell’assemblea dell’Exor, la finanziaria del gruppo Agnelli che controlla il club bianconero, ha appeso uno striscione eloquente: ‘Proprieta’ assente, dirigenti incompetenti. Rivogliamo la nostra Juve’.

Insomma, nel calderone delle polemiche finiscono tutti e cosi’ la reazione della societa’ non si fa attendere. A dare voce alla dirigenza e’ John Elkann che preferisce non commentare con eccessivo fervore le parole die tifosi, ma sprona tutto il settore tecnico, tecnico e giocatori in primis, a un maggiore impegno. ‘ Piu’ che parlare, allenatore e giocatori, soprattutto quelli di maggiore spicco, devono riuscire a vincere nelle prossime partite. La Juventus e’ una societa’ che possediamo da tanti anni. Abbiamo iniziato un percorso tre anni fa, quello di cercare di ottenere un calcio sostenibile, che vuol dire riuscire a raggiungere risultati sportivi contabili con vincoli economici e finanziari. Se si riesce nel percorso che abbiamo scelto – ha proseguito – sono soddisfatti i tifosi e gli azionisti. Oggi indubbiamente esiste una delusione perche’ le societa’ sportive devono vincere, non c’e’ altra risposta che vincere’.

Inter: Mourinho ‘Samp, un inno all’anticalcio’

Venerdì, 24 Aprile 2009

Non le manda a dire all’arbitro Jose’ Mourinho: ‘Atteggiamento ostruzionistico’ e alla Sampdoria: ‘Ha vinto senza fair play’. Prima stringe mirabilmente la mano a tutti i giocatori blucerchiati, uno per uno, in segno di grande sportivita’ e di tributo per il successo ottenuto dai doriani, ma poi regala una coda di veleno degna del peggiore scorpione del Sahara. Per un Jose’ Mourinho sempre piu’ italiano il rapporto con la sconfitta (e con gli arbitri) si va facendo sempre piu’ problematico. Manicheo e irriverente come al solito, il portoghese spara a zero sulla squadra di Mazzarri, caricando a testa bassa: ‘Oggi la Sampdoria e’ scesa in campo a San Siro unicamente per difendere un 3-0, per giocare col tempo, con l’arbitro, con la psicologia, con i nervi’. La sconfitta dell’andata, peraltro bugiarda se si analizza l’andamento della partita, maturo’ a causa di alcuni gravi errori individuali (lampante il riferimento a Rivas, ndr): ‘Oggi la Samp e’ salita fino a Milano per intonare un inno all’anticalcio, ostentando una grave ed evidente mancanza di fair play, mentre i miei campioni hanno lottato stoicamente: io vado super orgoglioso di loro. Ci abbiamo creduto e abbiamo meritato, costruendo tantissime palle gol. Non sarebbe servita una grandissima fortuna per passare, solo un pizzico di buona sorte in piu’ e l’incontro sarebbe finito con un risultato ben piu’ rotondo di un 3-0′. Parole amare anche per l’arbitro Orsato: ‘A fine partita sono andato da lui a dirgli che ha fatto un pessimo lavoro: non discuto degli episodi estemporanei, come il rigore su Materazzi, ma dell’atteggiamento in generale, chiaramente ostruzionistico nei confronti della mia squadra. Fischiava a senso unico, sulle punizioni e sulle rimesse laterali. Una prestazione che non ha reso giustizia alla classe infinita e allo spirito indomabile dei miei campioni: dei grandi giocatori e dei grandi uomini’. In chiusura, Mou si riscuote, sibilando un auspicio dal sapore vagamente beffardo e sottilmente menagramo:’Ad andare in finale, comunque, e’ stata la Sampdoria, e io non posso che augurarle buona fortuna per la sfida di Roma con la Lazio’.

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